Uno sguardo al passato, uno sprone per il futuro: avanti con determinazione!

8 giugno 2019, ripartiamo da qui. Non perché vogliamo riportare indietro di un anno le lancette dell’orologio bensì perché il ricordo di quella giornata memorabile che tutti abbiamo ripercorso l’8 giugno di quest’anno serve a darci energia, a sentirci tutti più uniti, ad essere consapevoli della forza della grande Organizzazione che rappresentiamo e di quanto la nostra determinazione ci porti a conseguire obiettivi e risultati.

L’8 giugno 2019 si è svolta una grande manifestazione unitaria del Pubblico Impiego, che rimarrà negli annali della storia del Sindacato confederale, un ricordo indelebile per ognuno di noi.
Un ricordo che assume un significato ancora più intenso in relazione al momento che stiamo attraversando, anch’esso destinato a rimanere impresso nei libri di storia del mondo intero.
Un periodo tragico, triste per tutto il Paese, per tutti i cittadini e per tutti i lavoratori. Tutti insieme abbiamo affrontato con grande senso di responsabilità i sacrifici imposti dalle prescrizioni normative per il contenimento del contagio da Covd-19 e la situazione è nettamente migliorata, abbiamo iniziato a vedere la luce in fondo al tunnel e la speranza di poter tornare presto ad una vita completamente normale ci induce a guardare con positività il futuro.

Proprio per questo, amici, in questo numero di Uilpa Magazine vogliamo ricordare quel meraviglioso 8 giugno dello scorso anno con una galleria fotografica della Manifestazione, immagini che sono rimaste impresse nel nostro cuore e nei nostri pensieri e che tali rimarranno sempre!

Sono immagini che hanno testimoniato la nostra massiccia presenza, la voglia di esserci e soprattutto il grande orgoglio Uil e Uilpa!

Non dovremo dimenticarci mai di quella Piazza in cui il nostro “blu” ha pervaso ogni angolo e si è stagliato nel cielo azzurro creando un effetto sensazionale, non soltanto cromatico ma soprattutto emozionale, dandoci la percezione del nostro “essere”, della nostra grande forza e dei nostri valori fondamentali.

In quella giornata siamo scesi in piazza perché noi amiamo la Pubblica Amministrazione e perché abbiamo ritenuto giusto esprimere tutta la nostra rabbia nei confronti di tutti coloro che in questi ultimi anni hanno operato un vero e proprio smantellamento della macchina pubblica, attraverso tagli di risorse, chiusura e soppressione di uffici, mancanza di investimenti.

La Pubblica Amministrazione è un patrimonio che appartiene a tutti cittadini di questo Paese, è un bene che non solo va preservato ma assolutamente migliorato attraverso politiche di investimento.

La Pubblica Amministrazione è quello straordinario apparato che consente l’esercizio della democrazia perché proprio attraverso la sua azione vengono garantiti e assicurati i diritti primari ai cittadini, quelli sanciti dalla nostra Carta Costituzionale.

La Pubblica Amministrazione è il presidio della democrazia di questo Paese. E Noi lo abbiamo gridato a grande forza.

Riguardando quelle meravigliose immagini e quell’esplosione di blu, nutriamo una grande speranza, quella di poter tornare presto a riabbracciarci in sicurezza, ad avere la possibilità di esprimere le nostre opinioni anche portando le nostre bandiere in Piazza, felici di stare di nuovo tutt’insieme anche se lo siamo lo stesso grazie ai mezzi che la tecnologia ci offre. Ma non è la stessa cosa.

Abbiamo bisogno di abbracciarci fisicamente, di guardarci negli occhi, di trasmetterci quelle emozioni che soltanto dal vivo possiamo provare. Abbiamo bisogno di Noi.

Riteniamo che quando ciò succederà tutto avrà un sapore diverso, probabilmente ci commuoveremo ed esprimeremo con lacrime di gioia l’emozione di poterci finalmente riunire fisicamente.
Significherà che saremo usciti dal tunnel e che potremo guardare di nuovo con positività al futuro nostro e delle nuove generazioni.

Significherà che anche NOI abbiamo fatto un ottimo lavoro e che saremo sempre e comunque i protagonisti, anche nella dura fase di ricostruzione del Paese.

In questi ricordi ritroviamo anche l’efficacia delle nostre azioni. Un anno fa eravamo in piazza per rivendicare dignità, valorizzazione della professionalità, riconoscimento del valore del lavoro pubblico ed anche del ruolo di chi lo rappresenta nei processi negoziali. Eravamo mortificati dal perseverare di politiche aggressive, di interventi umilianti. Eravamo rattristati per la mancata attenzione nei confronti della Pubblica Amministrazione, su cui la Politica ha riversato non la sua attenzione bensì il suo livore, la sua noncuranza, addirittura la sua rabbia. Già, perché le prese di posizione dell’ex ministro della P.A. non le abbiamo dimenticate come non abbiamo dimenticato la sua impudente concretezza.

Come Uilpa, ci siamo battuti in modo forte e determinato rispetto a questo atteggiamento intollerante ed intollerabile, non siamo neanche andati in vacanza.

La crisi politica dello scorso Ferragosto ci ha proiettato in modo inaspettato, in uno scenario completamente diverso, abbiamo avuto un sussulto di incredulità quando abbiamo iniziato a leggere ed a ascoltare le parole del nuovo Ministro della P.A. che singolarmente abbiamo trovato molto simili alle nostre.

Abbiamo iniziato a sentir parlare di necessaria valorizzazione dei dipendenti pubblici, di investimenti, di attenzione dovuta alla parte sana di questa categoria e non a quel misero 0,03% classificato come furbetto, al quale sono stati dedicati anni di energie fino a rasentare il ridicolo o meglio l’assurdità, con l’idea di schedare tutti i lavoratori come fossero delinquenti comuni.

Lo abbiamo combattuto incessantemente questo atteggiamento provocatorio, insensato e privo di benefici per la funzionalità della macchina pubblica. Il tempo ci ha dato ragione. Non è la prima volta che le nostre battaglie vengono premiate, come già accaduto per il superamento della Brunetta e per il contratto.

A tale ultimo proposito, eravamo giunti ad un buon punto, stoppato dal sopraggiungere dell’emergenza, del lockdown e quant’altro ma siamo fiduciosi di riprendere a breve le fila del discorso e portare a casa un buon risultato che consenta a regime un aumento che possa essere degno di questo nome.

Proprio l’emergenza sanitaria ed il lockdown hanno aperto scenari inediti, che abbiamo saputo gestire nel migliore dei modi ottenendo lo Smart Working per tutti i dipendenti, ad eccezione di quelli addetti a servizi indifferibili non erogabili da remoto per i quali abbiamo comunque chiesto ed ottenuto un elevato livello di attenzione e di sicurezza. Abbiamo stipulato un protocollo che, sulla scorta di quelli sottoscritti per i lavoratori dei servizi privati, ha accolto le nostre istanze ed hanno consentito non soltanto di garantire ai lavoratori sicurezza ma anche di poter contrattare le condizioni con le parti datoriali, considerato che stiamo parlando di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Anche su questo versante i fatti hanno dato ragione alle nostre battaglie. Perché noi non demordiamo mai, inseguiamo strenuamente i nostri obiettivi perché sappiamo di essere dalla parte giusta.

Siamo pronti ad affrontare nuove sfide che, oltre al rinnovo contrattuale, riguardano anche gli investimenti per una Pubblica Amministrazione veramente più snella ed efficace, che presuppongono quindi un grande intervento sulla tecnologia, la digitalizzazione e la semplificazione delle procedure.

Sappiamo che ci sarà un grande piano di rilancio e che tra le priorità politiche di questo Governo sono comprese l’innovazione tecnologica e la “sburocratizzazione” per rendere più snelli i procedimenti e rispondere tempestivamente alle istanze dei cittadini e delle imprese. Ebbene, quanto tempo è che ne discutiamo, che tali esigenze sono presenti nei nostri programmi, nelle piattaforme presentate ai vari Governi che si sono succeduti?

Siamo stati sempre lungimiranti ed oggi siamo orgogliosi che nei programmi della Politica tali obiettivi siano presenti come prioritari.

Perché la Uilpa queste cose le aveva dette.

Da tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *