EDITORIALE APRILE 2020 | Ora inizia la Fase due: si riparte timidamente e nel rispetto delle regole

Carissimi amici, dopo due lunghi, interminabili mesi siamo giunti all’inizio della cosiddetta Fase Due, un periodo che presumibilmente – se la curva epidemiologica continuerà a scendere – avrà la durata di circa due settimane. Una ripartenza ancora timida, di massima cautela, nel corso della quale ripartono alcuni settori economici e produttivi del Paese e vengono consentite alcune deroghe rispetto ai divieti imposti finora. Ad esempio, oltre alla consegna a domicilio, a bar e i ristoranti viene consentito di operare il servizio d’asporto, nei parchi si potrà tornare a fare attività sportiva, potranno riaprire alcuni esercizi commerciali, pochi, come quelli per l’abbigliamento e la cura dei bambini… Il tutto nel massimo rispetto di prescrizioni e misure di cautela rigide e ben precise. Verrà quindi testato il servizio di mobilità pubblica dai circa 4,4 milioni di lavoratori che riprendono a lavorare nei settori in cui ciò è consentito, con modalità di utilizzo che devono tenere conto del necessario distanziamento sociale e dell’uso dei DIP previsti. E’ del tutto lecito prevedere, comunque, che in questa prima fase, la maggior parte di chi potrà farlo si sposterà con la propria autovettura per vincere ansie e paura.

Poi, si può riprendere la frequentazione dei cosiddetti “congiunti”, sempre con il ricorso alle misure di precauzione indicate dalle norme. Insomma potranno essere riallacciati rapporti sociali tra parenti, fino al sesto grado, e tra fidanzati e persone legate da relazioni affettive stabili. Questo è emerso dai chiarimenti che hanno succeduto tale previsione, considerato che il termine “congiunto” afferisce ad una concezione di carattere più generale, non contemplata come una categoria ben determinata nell’ordinamento giuridico. Null’altro, le motivazioni per uscire di casa sono rimaste quelle di prima, semplicemente ampliate dalle fattispecie sopracitate. Dal 4 maggio quindi si testa il primo allentamento delle misure per capire cosa succederà e se sarà possibile a breve un ulteriore, più massiccio allentamento.

Per tale motivo, con la redazione, abbiamo deciso di chiudere il numero di aprile, prendendoci anche i primi giorni di maggio e fare il punto su tutta la fase del lock down e raccontarvi cosa è successo fino all’inizio della Fase Due. Chiudiamo quindi la rivista oggi, 5 maggio. Una data emblematica, che non può che ricondurci alla mente l’incipit di una delle più belle odi del nostro patrimonio letterario, uno dei capolavori di Alessandro Manzoni, il quale continua ad accompagnarci lungo il cammino del “virus” con inevitabili riferimenti a vicende e/o semplicemente – come oggi – soltanto con il senso letterale delle sue magiche parole:

“Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro….”

Ebbene, astraendoci dal contesto e dall’oggetto della narrazione poetica dedicata dal Manzoni alla morte di Napoleone Bonaparte, oggi 5 maggio, ci piace immaginare che quel “Ei fu” fosse un’espressione dedicata al “mostro”, a quel “virus” che ci ha destabilizzato e che vorremmo esorcizzare impersonandolo in quella “spoglia immemore” privata ormai di forza e di vigore…

Analogamente quell’altrettanto indimenticabile verso “Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno….”, pur riferendosi ad una dimensione territoriale molto più ridotta, ci regala comunque la sensazione di aver combattuto conto una potenza che non ha sconvolto soltanto il nostro Paese ma addirittura il mondo intero.

Ecco ripartiamo da qui. Con estrema cautela, iniziamo a riprendere una sorta di normalità che lentamente dovrà ricondurci in tutte le nostre abitudini quotidiane che – d’ora in poi e finché non sarà possibile decretare la definitiva scomparsa di questo morbo – dovranno essere modificate e vissute in un’altra ottica. Distanziamento sociale e utilizzo di strumenti di protezione individuale sono le parole d’ordine.

In tale modo dovrà proseguire anche la nostra attività di sindacalisti, vicini ai lavoratori e operativi sempre ma con il massimo della cautela. Gli strumenti non ci mancano e con le piattaforme tecnologiche si è reso possibile sia fare accordi con la parte politica sia tavoli di confronto e contrattazione con le varie amministrazioni ed inoltre anche colloquiare con tutti i responsabili delle strutture Uilpa

Lo abbiamo fatto in questi ultimi due mesi e lo faremo nel corso della gestione della Fase Due e di quanto verrà dopo la Fase Due.

Ai lavoratori del Pubblico Impiego, grazie al nostro impegno in tutte le amministrazioni centrali e periferiche delle funzioni centrali, dovranno essere assicurate tutte le tutele in materia di salute e sicurezza, attraverso il confronto e la contrattazione con le parti datoriali, che non potranno assumere decisioni unilaterali in merito.

Siamo riusciti a portare a casa un ottimo Protocollo, sottoscritto con il Ministro della Funzione Pubblica che, unitamente alle prescrizioni normative adottate, ci consentirà di intervenire nelle varie realtà in cui dovessero essere rilevati degli adempimenti, anche attraverso il ricorso all’Ispettorato per la Funzione Pubblica, preposto a ricevere proprio segnalazioni in tal senso e ad adottare iniziative per il ripristino della legalità.

Nelle pagine che seguono, tra le altre cose interessanti che abbiamo deciso di proporvi, vi sono anche spiegati gli aspetti normativi contenuti nei provvedimenti legislativi ed amministrativi adottati, in ordine ai quali NOI non consentiremo a nessuno comportamenti omissivi.

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